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Esempi di schede ISAAR

 

Gruppo 1

Esempio ISAAR - n. 1
Giuseppe Montanelli

1.1 ITA/ACGV/0000
1.2 denominazione: persona
1.3 Montanelli, Giuseppe
2.2.3 Nato il 21.1.1813 a Fucecchio (Firenze), qui morto il 17.6.1862.
2.2.4 Vissuto in gioventù a Pisa (in collegio); quindi a Pisa e Firenze (1832-1849); a Parigi (1849-/859); a Firenze e Fucecchio (1859-1862).
2.2.5 Cittadino del Granducato Toscano; nazionalità italiana dal 1861.
2.2.6 Uomo politico, storico, drammaturgo, poeta. Docente di diritto civile e commerciale presso l’università di Pisa dal 1841 al 1848, e nuovamente nel 1862; Presidente del Consiglio del Granducato nell'autunno 1848; membro del Governo provvisorio, con Francesco Domenico Guerrazzi e Giuseppe Mazzoni dopo la partenza del Granduca, nel febbraio 1849; in esilio a Parigi dal maggio 1849, rientra in Italia nel 1859. Partecipa da combattente alle guerre d’indipendenza del 1848 (dove è ferito a Curtatone) e del 1859. Fra le sue opere le Memorie sull'Italia (1854, due volumi), pubblicate contemporaneamente in italiano e in francese.
2.2.8 Sposa nel settembre 1848 Laura Cipriani vedova Di Lupo Parra (1795-1869), già sua compagna e consigliera da oltre dieci anni: fra le carte da Montanelli si conservano molti documenti a lei appartenuti, o corrispondenza a lei diretta. La stessa Cipriani, rimasta vedova, riordinò sommariamente i manoscritti del marito.
2.2.9 L'archivio di Giuseppe Montanelli è attualmente smembrato fra diverse istituzioni; il nucleo conservato all'Archivio Contemporaneo del Gabinetto Vieusseux (Firenze) è di proprietà della Regione Toscana, depositato in comodato; altri nuclei significativi si conservano presso l'Archivio di Stato di Firenze, la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, l'Istituto Mazziniano di Genova.
3.1 Fondo Montanelli: inventario, a cura di C. Del Vivo, Firenze, Gabinetto G.P. Vieusseux 1988
3.2 Anglo - America Cata1oguing Rules, Second Edition (AACR2).
3.3 9.12.1999

Esempio ISAAR - n.2
Laura Orvieto

1.1 ITA/ACGV/0000 1.2 denominazione: persona
1.3 Orvieto, Laura
2.2.2 Cantoni, Laura (nome da nubile, per gli anni 1876-1899); Cantoni Orvieto, Laura (per gli anni 1899-1953)
2.2.3 Nata a Milano il 7.3.1876, morta a Firenze il 9.5.1953
2.2.4 Vissuta a Milano fino al 1899; trasferitasi a Firenze per matrimonio con Angiolo Orvieto, avvenuto il 18 ottobre 1899.
2.2.5 Italiana
2.2.6 Scrittrice per l'infanzia e la giovinezza, collaboratrice della rivista "Il Marzocco" con articoli culturali e recensioni letterarie. Animatrice di varie associazioni filantropiche e culturali, fra le altre del "Lyceum" fiorentino. Fra le sue opere, Leo e Lia (1909), Principesse, bambini e bestie (1914), nonché i vari volumi delle Storie della storia del mondo (1911; 1928; 1933; 1937), più volte ristampati e tradotti in numerose lingue.
22.8 Moglie del poeta e animatore culturale Angiolo Orvieto (1869-1967), e in stretti rapporti professionali con il fratello di lui, Adolfo (1871-19551), direttore de "Il Marzocco" dal 1901 al 1932; Laura era cugina in secondo grado dei due fratelli. Amica di importanti personalità femminili del mondo della letteratura e dell’arte, quali Amelia Rosselli o Eleonora Duse.
2.2.9 I Manoscritti e i documenti personali di Laura Orvieto costituiscono un nucleo separato all'interno del più complesso archivio della famiglia Orvieto, che comprende principalmente le carte di Angiolo e Adolfo, nonché di altri membri della famiglia (fra cui lo zio, lo scrittore Alberto Cantoni, 1840-1904). La ricca corrispondenza indirizzata a Laura Orvieto è viceversa raccolta nella medesima serie di quella diretta al marito e al cognato (con differenziazione interna a livello di destinatari).
3.1 Il Marzocco: carteggi e cronache tra Ottocento e Avanguardie (1887-1913), a cura di C. Del Vivo, Firenze, Olschki 1987; Fondo Orvieto: [inventario] Serie I Corrispondenza generale, a curia di C. Del Vivo, Firenze, Polistampa 1994; Guida agli archivi delle personalità della cultura in Toscana tra ‘800 e ‘900. L’area fiorentina, a cura di Emilio Capannelli e Elisabetta Insabato, Firenze, Olschki, 1996, pp.437-438.
3.2 Anglo - American Cataloguing Rules, Second Edition (AACR2).
3.3 9.12.1999

Esempio ISAAR – n.3
Fondo Cecchi

1.2 Persona
1.3 Cecchi, Emilio (1884-1966)
2.2.3 Nato il 14 luglio 1888 a Firenze: morto il 5 settembre 1966 a Roma
2.2.4 Vissuto a Firenze (1884-1910) e a Roma (1910-1966); lunghi soggiorni in Inghilterra (1918-1919,1946-1947) e negli Stati Uniti (1930-1931,1938-1939)
2.2.5 Italiana
2.2.6 Giornalista, critico letterario e scrittore. Collaboratore di "La Tribuna" (1910-1923) e del "Corriere della Sera"(1927-1966). Direttore di produzione della Cines (1931-1933). Autore, fra gli altri, di Storia della letteratura inglese del secolo XIX (1915), Pesci rossi (1920), Pittura italiana dell'Ottocento (1926), Qualche cosa (1931), Messico (1932), Scrittori inglesi e americani (1935), Corse al trotto (1936), Giotto (1937), America amara (1939), Ritratti e profili (1957), Piaceri della pittura (1960).
2.2.8 Sposato (1911) con la pittrice Leonetta Pieraccini (1882-1977); padre della sceneggiatrice cinematografica Suso Cecchi D'Amico (1914).
2.2.9 Venduto dagli eredi alla Regione Toscana, il Fondo è stato ceduto in comodato all’Archivio Contemporaneo Alessandro Bonsanti nel 1983
3.1 E. CECCHI, Saggi e viaggi, a cura di M. Ghilardi, Mondadori, Milano 1997
3.2 Schedato con AACR2
3.3 13 dicembre 1999

Esempio ISAAR – n.4
Giuseppe De Robertis

1.1 ITA/ACGV/0000
1.2 Persona
1.3 Giuseppe De Robertis
2.2.3 Nato il 07.06.1888 a Matera. Morto il 07.09.1963 a Firenze
2.2.4 Matera, Bari, Firenze (1907-1918), Bologna (l9l9), Firenze
2.2.5 Italiana
2.2.6 Critico letterario. Da Bari, dove frequentò le scuole, si trasferì a Firenze, dove si laureò in Letteratura italiana nel 1917, collaborando nel frattempo alla "Voce", che poi diresse (l914~1916). Partecipò alla prima guerra mondiale come sottotenente di complemento, quindi, dopo il matrimonio con Maria De Palma (1919), soggiornò per un anno a Bologna, insegnando e collaborando al "Progresso", anche come critico teatrale. Dal 1920 è di nuovo e definitivamente a Firenze, dove insegnò fino al 1938 materie letterarie al Conservatorio musicale e dove nacquero i due figli Domenico e Mariolina. Dal 1938, per vent'anni, tenne la cattedra di Letteratura italiana alla Facoltà di Lettere di Firenze. Collaborò, curandone anche la redazione, a "Pègaso" (1929-'33) e a "Pan" (1933-'35); in seguito a importanti periodici del Novecento come "Letteratura", "Corriere della Sera", "La Fiera letteraria", il settimanale illustrato "Tempo" di Milano, "Il Nuovo Corriere", "L'Approdo", "La Nazione". Oltre ad edizioni commentate delle poesie di Foscolo, Leopardi, Poliziano, Parini, pubblicò fondamentali opere critiche, raccogliendo anche gli articoli su autori contemporanei apparsi in periodici: Scrittori del Novecento (1940); Studi (1944); Saggio sul Leopardi (1944); Primi studi manzoniani e altre cose (1949); Altro Novecento (1962); postumo Studi II (1971).
3.1 Dizionario Biografico degli italiani, Roma, Istituto della Enciclopedia Treccani, 1960
3.2 AACR2
3.3 10.12.1999

Esempio ISAAR – n.5
Michelangelo Masciotta

1.1 IT ACGV
1.2 Persona
1.3 Masciotta, Michelangelo
2.2.3 Nato il 28marzo1905 a Casacalenda (Campobasso). Morto il 21 gennaio 1985 a Firenze
2.2.4 Infanzia in Molise; studi a Firenze (laurea nel 1927, specializzazione nel 1929); insegnante a Volterra (1930), Fiume (l931-1933), Sorrento (1934-1935), Livorno (1936), Firenze (dal 1938); dal 1942, fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale, rifugiato, a Casacalenda; vissuto a Firenze fino alla morte (1945-1985)
2.2.5 Italiana
2.2.6 Insegnante di italiano e storia dell'arte a Volterra (1930), Fiume (1931-1933), Sorrento (1934-1935), Livorno (1936); a Firenze insegna al liceo Artistico (1938-1959), allo Smith College (1948-1960), all'Accademia di Belle Arti (1960-1975), al Rosary College (1974-1980), all’Università Internazionale dell'Arte (1979-1984). Critico d'arte e scrittore, nel 1924 sue fiabe e poesie cominciano ad apparire in rivista; esordisce pubblicando una raccolta di racconti: Prose lucenti, Firenze, Bemporad, 1928. Autore della prima monografia italiana su. Kokoschka (I disegni di Kokoschka, Firenze, Parenti, 1942) e di un Dizionario dei termini artistici (Firenze, Le Monnier, 1965). Una raccolta di poesie esce nel 1975: Sensi e poesie, Milano, Mondadori. Dal 1949 collabora alla trasmissione radiofonica "L'Approdo" come esperto di arte. Redattore artistico della rivista "Letteratura e Arte contemporanea" (1950-1951), collaboratore e membro del comitato di redazione della rivista "Letteratura" (1953-1968). Nel 1975 gli viene conferita la Medaglia d'Oro del Presidente della Repubblica per i benemeriti della Cultura e dell'Arte.
3.1 Michelangelo Masciotta: critico e scrittore di cose d'arte, a cura di Alessandro Saccardi, Firenze, Valli, 1996
Guida agli archivi delle personalità della cultura in Toscana tra '800 e '900. L 'areafiorentina, a cura di Emilio Capannelli e Elisabetta Insabato, Firenze, Olschki, 1996
3.2 Anglo-American Cataloguing Rules, Second edition (AACR2)
3.3 13 dicembre 1999

Esempio ISAAR – n. 6
Giuliotti Domenico

1.1. ITA/ACGV/????
1.2 Persona
1.3 Giuliotti, Domenico
2.2.3 Nato a Luciana (S.Casciano Val di Pesa - Firenze), il 18 febbraio 1877, morto a Greve in Chianti (Firenze) il 12 gennaio 1956
2.2.4 Infanzia a Verrazzano, studi a Firenze, Siena, Roma, dove dimorò negli anni della I guerra mondiale, poi a Greve in Chianti fino alla morte, tolta una breve parentesi fiorentina, durata pochi mesi, nel 1921
2.2.5 Italiana
2.2.6 Narratore, saggista e poeta, amico di Federigo Tozzi, con cui fonda a Siena la rivista "La Torre", costituisce uno dei più autorevoli esponenti della corrente politico religiosa espressa dal periodico fiorentino "Il Frontespizio", diretto da Bargellini. Con Giovanni Papini scrive Il Dizionario dell'omo selvatico (1923), dove è sostenuto un cattolicesimo intransigente, apocalittico, con ascendenze quasi medievali. Tra i suoi libri si ricordano: Ombre di un 'ombra (poesia, 1910), L'ora di Barabba (saggistica, 1920), Raccontini rossi e neri (narrativa, 1937), Pensieri di un malpensante (saggistica, 1936), Nuovi pensieri di un malpensante (saggistica, 1947)
3.1 Guida agli archivi delle personalità della cultura in Toscana tra '800 e '900. L’area fiorentina, a cura di E. Capannelli e E. Insabato, Firenze, Olscliki, 1996, pp. 288-289
3.2 AACR2
3.3 10.12.1999

Esempio ISAAR – n.7
De Benedetti Giacomo

1.1 ITA/ACGV/????
1.2 Persona
1.3 DEBENEDETTI, GIACOMO
2.2.3 Nato a Biella il 25 giugno 1901, morto a Roma il 20 Gennaio 1967
2.2.4 Infanzia e studi a Torino. Trasferimento a Roma nel 1937. Dal 1943 all'ottobre 1944 vive a Cortona e Grignano in clandestinità. Rientrato a Roma vi risiederà, con frequenti soggiorni a Messina e Milano, numerosi viaggi all'estero, fino alla morte sopraggiunta nel 1967
2.2.5 Italiana
2.2.6 Scrittore, critico, saggista, sceneggiatore, traduttore, professore universitario. Fondò nel 1922 a Torino la rivista "Primo Tempo" , passando poi alla redazione del "Baretti", di "Solaria", "Circoli", "Il Meridiano di Roma". Dal 1932 comincia a dedicarsi al cinema con sceneggiature e recensioni. Dal 1950 al 1958 ebbe incarichi di Storia della letteratura Italiana presso le Università di Messina e Roma. Direttore di collane saggistiche e critiche tra cui "Il Saggiatore" in collaborazione con Alberto Mondadori. Opere Principali: Amedeo e altri racconti , Ed. Baretti, Torino 1926, I, II e III Serie dei Saggi Critici 1929-1956, Intermezzo Mondadori, Milano 1963, Il Saggiatore Milano 1972; Otto Ebrei - Atlantica, Roma. 1944; 16 Ottobre 1943,OET, Roma 1945.
3.1 Dizionario Biografico degli Italiani, Ist. della Enciclopedia Italiana, Roma 1987, Vol.33; Giacomo Debenedetti, a cura di Cesare Garboli, il Saggiatore, A. Mondadori Editore, Milano 1968.
3.2 13.12.1999

 

GRUPPO 2

Esempio ISAAR – n.1
Riferimento L’archivio del comune di Pistoia conservato nell'archivio di stato di Pistoia, Inventario, a cura di E. Altieri Magliozzi, Firenze 1985 ("Inventari e cataloghi toscani", 26)

1.1 codice identificativo: ITA AS PT
1.2 tipo di record d'autorità archivistico: ente
1.3 voce d'autorità o intestazione d'autorità: Pistoia. Comune oppure Comune di Pistoia [qui sorge – secondo me - il problema dell'istituzione superiore che potrebbe essere lo stato fiorentino o il granducato di toscana, l'utilizzo del termine comune dovrebbe essere concordato ed individuare un’autorità politico territoriale eventualmente con l'aggiunta di un termine specificante la natura dell'ente, per esempio libero o stato, individuante qualcosa di autonomo come è il caso di Pistoia che mantiene almeno una formale autonomia fino alle riforme leopoldine. In altri casi, per esempio il comune di Sesto Fiorentino, il problema potrebbe essere risolto diversamente anche perché sottoposto ad un'autorità politico territoriale superiore (Stato fiorentino. Lega poi comunità di Sesto Fiorentino). In ogni caso io sarei per ridurre le intestazioni di autorità, secondo un’impostazione che a Trento mi pare proponesse anche Carassi, evitando di fare voci specifiche per gli organi legislativi. amministrativi, giudiziari, nel caso in esame non il riferimento al consiglio generale del popolo o agli anziani poi priori che in ogni caso sono produttori di serie archivistiche e non di fondi anche se nella Guida sono descritti in maniera diversa sotto l'intestazione generale COMUNE da intendere come livello gerarchicamente sovrastante.
1.4 voce parallela
1.5 termine escluso o non preferito o non prescelto: comunità di Pistoia, civitas Pistorii
1.6 voce d'autorità correlata: Granducato di Toscana, comunità civica di Pistoia
2.1.1 codice identificativo
2.l.2 denominazioni
2.1.3 data e luogo di esistenza: secolo XII-1777 Pistoia
2.1.4 sede di attività [ritengo non sia da riempire per gli enti non attivi oppure potrebbe essere utilizzata per individuare l'ambito territoriale della giurisdizione comunale]
2.1.5 condizione giuridica: ente autonomo pubblico territoriale
2.1.6 mandato. funzioni e ambito di attività: la nascita del comune di Pistoia si fa risalire convenzionalmente alla nomina nel 1105 dei primi consoli, ben presto sostituiti dal podestà (inizio del secolo XIII), mentre la sottomissione a Firenze si situa tra la metà del secolo XIV e l'inizio del secolo XV. Con il principato mediceo il comune di Pistoia continua a mantenere una sua autonomia formale fino alle riforme leopoldine della seconda metà del secolo XVIII.
2.1.7 struttura organizzativa: secondo le norme statutarie il comune di Pistoia era retto da un consiglio generale del popolo e da una magistratura ristretta formata dagli anziani poi priori e dal gonfaloniere di giustizia, tutte cariche a tempo e a rotazione. Vi erano inoltre alcuni consigli specifici come quello dei "graduati" formato da coloro che avevano ricoperto le cariche principali della città, quella di gonfaloniere di giustizia e di operaio di San Jacopo, e dal 1477 incaricati della riforma degli uffici, o speciali commissioni incaricate di compiti specifici (manutenzione delle strade...)
2.1.8 relazioni con altri soggetti: dopo le prime lotte con il vescovo di Pistoia, Pistoia si trova a dover combattere con le città vicine in particolare Lucca, Firenze e Bologna, fino a che nel corso del secolo XIV entra a far parte dello stato fiorentino e quindi, nella seconda metà del secolo XVI del Granducato di Toscana. Rappresentante del potere centrale dopo la soppressione del podestà nel 1535 era il rettore fiorentino denominato prima capitano di custodia e difensore del popolo e della città di Pistoia, poi commissario infine governatore.
2.1.9 altre informazioni significative:
3.1 nota dell’archivista
3.2 regole o convenzioni utilizzate
3.3 data

Esempio ISAAR – n.2

1.1. ITA AS Pt
1.2 tipo di record d'autorità archivistico: ente
1.3 voce d’autorità o intestazione d'autorità: Commissario di Pistoia
1.4 voce parallela:
1.5 termine escluso o non preferito o non prescelto [sta per vedi]: capitano di custodia; governatore.
l.6 voce d'autorità correlata [Sta per vedi anche]: vicario regio
2.2.1 codice identificativo:
2.1.2 denominazioni: capitano di custodia (1331-sec. XV); governatore (1741-1772)
2.1.3 data e luogo di esistenza: 1331-1772; Pistoia
2.1.4 sede di attività: la giurisdizione del commissario comprendeva la città di Pistoia e il territorio circostante compreso negli attuali comuni di xxx
2.1.5 condizione giuridica: autorità giurisdizionale a amministrativa
2.1.6 mandato funzioni e ambito di attività: Istituito nel secolo XIV come strumento del potere fiorentino sulla città ancora formalmente autonoma, il capitano di custodia, poi commissario divenne ben presto l'unico interlocutore della dominante: l'inviato incaricato dell’amministrazione della giustizia civile e criminale, nonché il rappresentante del potere centrale e il controllore degli organismi locali. Nello svolgimento di queste attività si serviva di una "famiglia"' di collaboratori più volle rimaneggiata nel corso dei secoli.
2.1.7 struttura organizzativa
2.1.8 relazioni con altri soggetti: nella sua attività' il commissario era in contatto con gli organi centrali, il principe, i suoi segretari, la Pratica segreta di Pistoia e gli altri uffici dello stato, con gli organi periferici dello stato (auditore, depositario ecc.) e con gli istituti della autonomia comunale, priori, gonfaloniere e consiglio generale.
2.1.9 altre informazioni significative
3.1 nota dell'archivista
3.2 regole o convenzioni utilizzate
3.3 data

Esempio ISAAR – n.3

Riferimento L'archivio preunitario del comune di Sesto Fiorentino, a cura di S. Pollastri, Firenze, 1998 (Cultura e memoria, 11)

1.1. codice identificativo; ITA
1.2 tipo di record d'autorità archivistico: ente
1.3 voce d’autorità o intestazione d'autorità: Stato fiorentino lega, poi comunità di Sesto
1.4 voce parallela:
1.5 termine escluso o non preferito o non prescelto: comune di Sesto.
1.6 voce d'autorità correlata: Granducato di Toscana. comunità di Sesto Dipartimento dell’Arno. Mairie di Sesto
2.1. codice identificativo:
2.l.2 denominazioni
2.1.3 data e luogo di esistenza: secolo XIII-18O8
2.1.4 sede di attività: la lega di Sesto era formata da 18 popoli appartenenti in gran parte ai due pivieri di S.Martino a Sesto e S.Andrea a Cercina
2.1.5 condizione giuridica: ente pubblico territoriale
2.1.6 mandato, funzioni e ambito di attività: Nel secolo XIII il borgo di Sesto passò dal dominio vescovile a quello del comune di Sesto e fu a capo di una delle leghe del contado, al cui vertice stava un capitano del popolo nominato da Firenze. Con la riorganizzazione del territorio dello stato fiorentino all’inizio del secolo XV la lega di Sesto entrò a far parte della podesteria di Sesto, nel 1424 unita a quella di Fiesole, dipendente dal vicariato di Scarperia. Dal 1570 Sesto entrò a far parte della cancelleria comunitativa di Fiesole. Questo assetto rimase invariato fino alle riforme leopoldine quando nel 1774 venne istituita, tramite l'unione dei 18 popoli della podesteria di Sesto con i sei della lega di Brozzi.
2.1.7 struttura organizzativa: secondo le norme statutarie, accanto al podestà, al suo notaio e alla sua famiglia, gli organi dirigenti erano formati da un consiglio di otto rappresentanti i vari popoli, dai rettori di ciascun popolo
2.1.8 relazioni con altri soggetti:
2.1.9 altre informazioni significative
3.1 nota dell’archivista
3.2 regole o convenzioni utilizzate
3.3 data

 

GRUPPO 3

Esempio ISAAR – n.1

1.1 ITA/Cod. Regione
1.2 Ente
1.3 Regione Toscana. Dipartimento delle Politiche Formative e dei Beni Culturali (1997-)
1.4
1.5 vedi Regione Toscana. Istruzione e cultura; vedi Regione Toscana. Formazione e Lavoro
1.6 vedi anche Ministero del Lavoro e della Previdenza sociale. Direzione Regionale del l lavoro (1947-1999); vedi anche Ministero del Lavoro e della Previdenza sociale, Agenzia toscana per l'impiego (1997-1999); vedi anche Provincia di Firenze. Centro per l'impiego (2000-); vedi anche Provincia di Arezzo. Centro per l'impiego (2000-); vedi anche Regione Toscana. Dipartimento delle Politiche sociali e del Lavoro (1996-1997)
2.1.3 Il Dipartimento delle Politiche Formative e dei Beni Culturali della Regione Toscana è stato istituito a Firenze con decisione C.R. n.350 del 13 novembre 1996 (Riorganizzazione strutturale e funzionale del Centro Direzionale)
2.1.4 Il luogo di attività dell'ente è la città di Firenze, in particolare nelle sedi della Regione Toscana di via Farini, via G. Modena, p.za della Libertà. L'ente attua le sue competenze sull'intero territorio regionale
2.1.5 Pubblico
2.1.6 L'ambito di attività dell'ente è stabilito con Deliberazione G.R. n. 1701 del 23/12/96 (Specificazione attribuzioni funzionali strutture massima dimensione) che ne definisce le competenze: "Diritto allo studio. Edilizia scolastica, Politiche di orientamento. Politiche per l'educazione. Formazione professionale. Lavoro e politiche integrate per l'occupazione. Beni culturali e patrimonio di interesse storico artistico e culturale. Tutela dei beni librari. Spettacolo". In ossequio al D.L. n. 469 del 23/12/97 (Conferimento alle regioni e agli enti locali di funzioni e compiti in materia di mercato del lavoro) e alla L.R. 52/98 vengono conferite al Dipartimento delle Politiche Formative e dei Beni Culturali della Regione Toscana "le funzioni e i compiti relativi al collocamento e in particolare: collocamento ordinario, collocamento agricolo, collocamento dello spettacolo sulla base di un’unica lista nazionale, collocamento obbligatorio, collocamento dei lavoratori non appartenenti all'unione europea, collocamento dei lavoratori a domicilio, collocamento dei lavoratori domestici, avviamento a selezione negli enti pubblici e nella pubblica amministrazione, ad eccezione di quello riguardante le amministrazioni centrali dello Stato e gli uffici centrali degli enti pubblici, preselezione ed incontro tra domanda ed offerta di lavoro, iniziative volte ad incrementare l'occupazione e ad incentivare l'incontro tra domanda e offerta di lavoro anche con riferimento all'occupazione femminile
2.1.7 In ossequio alla L.R. 81/94 il Dipartimento delle Politiche Formative e dei Beni Culturali, in quanto struttura di massima dimensione di settore è diretto da un coordinatore. Esso si articola in strutture a responsabilità dirigenziale dette aree o servizi: Ufficio del coordinatore, Biblioteche, musei e attività culturali, Investimenti nei beni culturali, Spettacolo, Istruzione e politiche per l’educazione, Formazione Professionale, Lavoro, Innovazione di sistema per la formazione professionale
2.1.8 Regione Toscana. Altri Dipartimenti, Enti Pubblici, Privati

Esempio ISAAR – n.2

1.1 ITA/Cod. Ministero Lavoro
1.2 Ente
1.3 Ministero del Lavoro. Direzione Regionale del Lavoro (1947?)
1.5 vedi
1.6 vedi anche Regione Toscana. Dipartimento delle Politiche Formative e dei Beni Culturali. Servizio Lavoro (1997-); vedi anche Provincia di Firenze. Centro per l'impiego (2000-)
2.1.3 La Direzione Regionale del Lavoro del Ministero del Lavoro e della Previdenza sociale è stata istituita con ….
2.1.4 Il luogo di attività dell'ente è la città di Firenze L'ente attua le sue competenze sull’intero territorio regionale
2.1.5 Pubblico
2.1.6 L'ambito di attività dell’ente è stabilito dal...... che ne definisce le competenze.
2.1.7
2.1.8