|
Materiali del Gruppo ISAAR SEZIONE
TOSCANA ANAI
Componenti al 18 aprile 2000:
Daniela Bondielli, C.R.I.Be.Cu. - Scuola Normale Superiore, Pisa
Maura Borgioli, Archivio storico del Comune di Fiesole
Raffaella De Gramatica, Sovrintendenza Archivistica per la Toscana
Caterina Del Vivo, Archivio contemporaneo Gab. G.P. Vieusseux, Firenze
Francesca Klein, Archivio di stato di Firenze
Elisa Panicucci, Archilab, San Miniato (Pi)
Ilaria Pescini, Regione Toscana
Sara Piccolo, Università degli Studi di Firenze
Alessandro Sardelli, Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze
Diana Toccafondi, Archivio di stato di Prato
Stefano Vitali, Archivio di stato di Firenze
Carlo Vivoli, Archivio di stato di Pistoia, coordinatore.
Verbale prima riunione 2 novembre 1999
Il gruppo si è riunito per la prima volta
il 2 novembre 1999 presso l'Archivio di Stato di Firenze. Hanno partecipato alla riunione:
M. Borgioli, C. Del Vivo, F. Klein, I. Pescini, A. Sardelli, S. Vitali e C. Vivoli.
Al primo punto dello.d.g. vi era la
discussione sulla traduzione italiana delle ISAAR curata per la Rassegna degli Archivi di
Stato da Stefano Vitali, il quale ha illustralo i caratteri della sua traduzione
osservando che delle due possibili linee di traduzione:
- una, impostata sul rispetto più rigoroso possibile dei concetti elaborati in sede di
definizione degli standard, anche se distanti dalla realtà italiana,
- laltra invece a carattere interpretativo, basata sul principio di adeguare i
termini del documento alla tradizione archivistica italiana,
ha optato per la prima, ritenendo che potesse favorire lo sviluppo di una riflessione e di
un fecondo dibattito sulle nuove prospettive delle metodologie di descrizione
archivistica. Ha quindi illustrato i caratteri delle due versioni attualmente circolanti
del documento: quella inglese, ufficiale, e quella francese, per così dire semiufficiale
e adattata, secondo un metodo sostanzialmente opposto a quello seguito nella traduzione
italiana, alla realtà archivistica francese (cfr. il tema della
"soggettazione", punto 1.10 dell'introduzione, cui si farà cenno in seguito).
Nel prosieguo della discussione sono stati
presi in esame i vari punti della traduzione e vi è stata una adesione concorde ai
criteri adottati con l'unica eccezione che riguarda il termine "authority file"
tradotto come "archivio di autorità". Al riguardo si è osservato che il
termine "archivio" nella comune esperienza consolidata richiama una
aggregazione di documenti anche eterogenei, piuttosto sedimentaria che organizzata a
priori secondo coerenti paradigmi ordinatori.
Vitali ha suggerito, come possibile
alternativa, il termine "lista di autorità", oppure la non traduzione del
termine, lasciando la versione inglese ("authority file" appunto), soluzione,
questa ultima, che è sembrata alla fine la più opportuna.
La discussione è quindi proseguita
iniziando ad affrontare i problemi emersi dall'analisi del documento vero e proprio, la
proposta di standard di record di autorità archivistici descrittivi di enti persone,
famiglie. Circa il punto 1.10 e la definizione di soggetto a cui in esso il documento si
riferisce, si è osservata la differente natura delle due distinte metodologie di
indicizzazione, quella biblioteconomica e quella archivistica. Secondo la prima,
l'indicizzazione è presieduta da criteri di individuazione dei soggetti estrinseci
rispetto a quelli che hanno presieduto alla redazione o alla organizzazione della
documentazione; secondo l'archivistica invece i criteri sono intrinseci alla
documentazione ed è stato rilevato che se in archivistica in qualche misura si può
parlare di soggettazione in senso biblioteconomico, questa consiste nell'operazione di
classificazione per titolario. Proprio a questo proposito è stata presa in esame la
traduzione "libera" dei francesi, rispetto a quella letterale di Stefano Vitali,
concordando sull'opportunità della traduzione letterale come elemento di discussione di
confronto con realtà archivistiche differenti. Circa il punto 1.2 riguardante il soggetto
produttore la discussione ha preso in esame il problema dell'evoluzione nel tempo di un
ente (ad esempio una casa editrice) e dell'entità delle trasformazioni (ad es.
trasformazioni nel suo assetto societario) che consiglino, oltre determinati limiti, la
definizione di un soggetto produttore diverso.
Per quanto riguarda il punto 1.3 e il
problema della intestazione della voce dautorità è stato rilevato che
"Indicare la forma normalizzata della denominazione di un ente, persona, o famiglia
secondo le convenzioni o le regole nazionali o internazionali utilizzate
dallistituzione che ha redatto il record d'autorità..." può costituire
un'indicazione forse troppo generica. Non sempre ad esempio le convenzioni o regole
nazionali che presiedono alla definizione della denominazione tengono conto
dell'inserimento dei dati in un contesto informativo internazionale (ad es. Archives
nationales può costituire un termine di riferimento univoco in Francia ma non in un
contesto allargato). Sarebbe quindi opportuno considerare la possibilità di indicare
lambito territoriale e cronologico (coordinate spazio-temporali) di un determinato
soggetto produttore, all'interno della stessa voce d'autorità per consentire la
necessaria individuazione, anche a partire dalle denominazioni, di soggetti produttori
diversi.
La riunione si è conclusa aggiornandosi al
14 dicembre. Per tale data gli intervenuti si sono dati l'obiettivo di redigere delle
schede di prova, ciascuno per le distinte tipologie di soggetti produttori a cui gli
archivi conservati negli istituti in cui lavorano rispettivamente si riferiscono (famiglie
o persone: Del Vivo; stato: Vivoli e Klein; enti pubblici: Pecini e Borgioli; mentre
Sardelli porterà l'esperienza del data base per la gestione dei gruppi attualmente in
fase di sperimentazione presso la BNC di Firenze).
Verbale seconda riunione 14 dicembre
1999
Il giorno 14 dicembre 1999 alle ore 15.00
presso l'Archivio di Stato di Firenze si è svolta la seconda riunione del gruppo, erano
presenti M. Borgioli, R. De Gramatica, C. Del Vivo, F. Klein, I. Pescini, D.
Toccafondi, S. Vitali e C. Vivoli.
La riunione si è aperta con una breve
relazione del coordinatore sulla riunione svoltasi a Trento al termine del Congresso
nazionale dellAnai il 26 novembre nel corso della quale i vari gruppi già attivi
hanno brevemente riferito sullattività svolta. Proprio dalle esperienze maturate
dagli altri gruppi, è uscita rafforzata lopportunità di muoversi sulla base di
concrete sperimentazioni delle norme nei diversi contesti. Nel corso della discussione si
è preso in esame il documento proposto ai vari gruppi proprio in seguito alla riunione di
Trento da Stefano Vitali che si riporta di seguito.
----------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Proposta per un piano di lavoro per il
dibattito sugli standard dei soggetti produttori d'archivio.
1) Seminari rivolti a settori
professionali e disciplinari contigui al nostro.
Si potrebbe cercare di organizzare alcuni
seminari con: 1) bibliotecari (ICCU e BNF, almeno); 2) storici delle istituzioni (vedi
Società per la storia delle istituzioni, dove è forte la presenza degli archivisti); 3)
storici delle istituzioni ecclesiastiche (non so quale possa essere il referente
istituzionale); 4) forse anche storici e archivisti dell'industria (Centro per la storia
dell'impresa?).
I seminari non dovrebbero, ovviamente, avere lo scopo di affrontare nel suo complesso il
problema dello o degli standard, ma dovrebbero trattare tematiche specifiche, sulle quali
possono venire contributi utili all'approfondimento del dibattito dalle discipline vicine
alle nostre. Per esempio ci sono delle questioni (quali quelle di come esprimere il
rapporto con il contesto statuale e quelle della qualificazione/classificazione dei
soggetti) sui quali è utile, credo, cercare di avere opinioni anche esterne alla nostra
comunità. Le scelte di formalizzazione dello standard a livello nazionale - questa mi
sembra una delle direzioni prese dal dibattito - non dovrebbero essere soltanto empiriche,
ma basarsi su un minimo di «teoria». Sarebbe opportuno farsi qualche idea ad ampio
raggio per sviluppare questa «teoria».
Sarebbe opportuno che i seminari fossero organizzati in modo decentrato (per es. sulle
tematiche istituzionali, credo, che potremmo cercare di attivarci noi toscani; i lombardi
potrebbero pensare ad una possibile scadenza per gli archivi industriali, i cui soggetti
produttori sono una bestia mi pare assai difficile e complessa da trattare) e con la
partecipazione di più soggetti istituzionali (anche a livello di organizzazione e di
finanziamento).
Andrebbero comunque preparati attraverso un documento (o più documenti o con un documento
con varianti specifiche) che presentasse il nostro dibattito all'esterno mettendo in
evidenza i nodi problematici aperti, sui quali si cerca anche il contributo e la
collaborazione.
2) Seminario generale.
Andrebbe programmato per la metà dell'anno
o inizio autunno e preparato sulla base di un documento, da far girare prima, che
sintetizzi (in modo problematico, propositivo e aperto) il lavoro già fallo e quello che
sarà compiuto nei prossimi mesi dai gruppi regionali.
Occorrerebbe quindi fissare delle scadenze preparatorie. Sarebbe opportuno, credo, che i
gruppi regionali lavorassero anche sugli «esempi» di applicazione pratica. Non solo
perché si potrebbero inserire i più significativi nella traduzione italiana delle ISAAR,
ma soprattutto perché, come già oggi si può constatare, le diverse scelte fatte
nell'applicazione possono mettere in evidenza divergenze, differenti interpretazioni,
possibili soluzioni differenti, ma ugualmente valide, ecc.
3) Discussione sui «codici di
agenzia».
I colleghi trentini (che sono i più
concretamente attivi e realizzatori su questo punto) hanno sollevato un problema che non
è affatto secondario: quello dei codici per le agenzie che dovrebbero essere autorizzate
a produrre e modificare i record d'autorità. La questione può sembrare prematura, ma
secondo me, non lo è affatto, perché dietro un problema che appare formale (struttura di
un codice) ci sono problemi sostanziali, su cui è opportuno farsi delle idee. Chi
sono i soggetti cui far riferimento? e per quali ambiti territoriali o tipologici. Lo sono
tutti gli istituti che conservano archivi? Tutti allo stesso livello o con una qualche
gerarchia e secondo una procedura di validazione?
Il problema non riguarda soltanto la produzione di singoli record d'autorità, ma anche
altri aspetti, per esempio la possibilità di produrre specifiche articolazioni dello
standard in relazione ad aree territoriali o tipologie di soggetti produttori.
Come si vede subito si tratta di questioni
«politiche» non secondarie. Forse sarebbe opportuno cominciare a pensarci un po.
Firenze, 29 novembre 1999 STEFANO VITALI
----------------------------------------------------------------------------------------------------------------
La riunione è quindi proseguita con
lanalisi delle schede preparata da alcuni componenti del gruppo secondo quanto
stabilito nella riunione precedente. Le schede si riportano di seguito suddivise in tre
gruppi, il primo proposto da Caterina Del Vivo rispecchia lesperienza
dellArchivio contemporaneo del Gab. G.P. Vieusseux e riguarda archivi di persone, il
secondo proposto da Carlo Vivoli archivi storici di istituzioni, il terzo proposto da
Ilaria Pescini archivi degli enti pubblici con particolare riferimento agli archivi
correnti.
vedi Esempi schede ISAAR
Verbale quarta riunione 18 aprile 2000
Il giorno 18 aprile 2000 alle ore 15.00
presso l'Archivio di Stato di Firenze si è svolta la quarta riunione del gruppo, erano
presenti D. Bondielli, M. Borgioli, R. De Gramatica, C. Del Vivo, F. Klein, E. Panicucci,
S. Piccolo, A. Sardelli, S. Vitali e C.Vivoli.
Dopo una breve relazione del coordinatore
che ha riferito sul prossimo seminario organizzato dallANAI e dalla UCBA in
collaborazione con il Centro E. Majorana e la sezione Sicilia dellANAI ad Erice dal
3 al 5 maggio sulla descrizione archivistica e le tecnologie informatica e telematica, nel
corso del quale sarà dato spazio anche alla attività dei gruppi regionali di studio
sulle norme ISAAR ed invitato i membri del gruppo toscano a continuare nella attività di
predisposizione di schede di prova, schede che, insieme ai verbali delle riunioni, saranno
quanto prima messi a disposizione sul sito web della Sezione Toscana dellANAI, ha
preso la parola S. Vitali, che secondo quanto concordato nella precedente riunione, ha
illustrato nellambito del progetto di un sistema informatico integrato per
larchivio di stato di Firenze attualmente allo studio con la collaborazione del
Centro di ricerche informatiche per i beni culturali della Scuola Normale Superiore di
Pisa le soluzioni adottate per la descrizione dei soggetti produttori dei fondi
archivistici conservati presso larchivio fiorentino.
Il progetto intende recuperare le
informazioni comprese nella banca dati Anagrafe allinterno di un nuovo ambiente nel
quale siano organizzate secondo il modello concettuale della gestione separata tra archivi
e soggetti produttori.
Due in particolare sono stati gli elementi
critici sottolineati da Vitali nellanalisi delle relazioni e degli attributi dei
soggetti produttori. Da un lato il contesto nel quale opera il soggetto produttore,
soprattutto quando esso è unistituzione, quindi il sistema costituzionale di
riferimento, la contestualizzazione storica nel quale opera; dallaltro le relazioni
che si stabiliscono, sia sincronicamente che diacronicamente, tra i differenti soggetti
produttori.
Nel progetto fiorentino, rispetto al primo
punto, il contesto è stato trattato come unentità separata da mettere in relazione
con il soggetto produttore. Questo comporta ovviamente non pochi problemi di definizione
del contesto politico-statuale che si è cercato di individuare nel livello più alto
della gerarchia politico-amministrativa cui fa riferimento il soggetto produttore. Mentre
un altro elemento altrettanto significativo, anche esso gestito come entità separata, è
stato individuato nellambito territoriale. Tutte le istituzioni, almeno nello
"stato moderno", si caratterizzano infatti, oltre che dalle funzioni, appunto
dallambito territoriale nel quale svolgono queste funzioni.
La descrizione dei soggetti produttori è
stata quindi messa in relazione con il contesto di appartenenza definito attraverso
lindividuazione di due categorie concettuali: il contesto politico-statuale e
lambito territoriale. Si tratta, come si è accennato, di relazioni ovviamente
multiple e databili in modo da poter rendere conto dellintero arco di esistenza del
soggetto in questione.
Rispetto al secondo punto, le relazioni che
si stabiliscono tra i soggetti produttori, si è ritenuto opportuno trattare in modo
differenziato alcune tipologie di legami, considerati di particolare rilievo e quindi
bisognevoli di una definita codificazione a priori (da "sistema"). Tali legami
sono quelli fra un soggetto ed un altro che lo ha seguito/preceduto nellespletamento
delle medesime funzioni e quelli fra un ente/istituzione ed un suo organo/ufficio
gerarchicamente subordinato, che si presenta anche esso, dal punto di vista della
produzione documentaria, quale soggetto autonomo.
Nel corso della discussione sono state
messe in risalto le difficoltà che si possono incontrare nella definizione di questi
rapporti, anche se il concreto rapporto con la fisicità del fondo documentario appare un
importante elemento di riferimento, così come appare importante la condivisione più
ampia possibile, attraverso liste controllate, vocabolari e altri strumenti da approntare,
dei criteri di descrizione: da qui lutilità di gruppi di lavoro come quelli messi a
punto dellAssociazione e dallUfficio Centrale Beni Archivistici sugli standard
per la descrizione ed il loro allargamento ad altri settori esterni agli archivi, ma
altrettanto interessati alla definizione di norme condivisibili.
A questo proposito è apparsa di
particolare importanza la proposta ancora in fase di studio nel progetto fiorentino di una
possibile classificazione per così dire "tipologica" dei soggetti produttori,
che se, da un lato rischia di introdurre forzatamente una realtà molto articolata come
quella delle istituzioni di antico regime allinterno di griglie precostituite,
dallaltro appare essenziale per fornire ulteriori e facilitati percorsi di ricerca.
Anche in questo senso gli archivisti, che pure possono far tesoro delle esperienze
maturate nel corso di questi anni nellambito dei lavori per la pubblicazione della Guida
Generale, non potranno non fare riferimento a opinioni e conoscenze esterne alla loro
comunità e soprattutto dovranno continuare a riflettere sui nodi problematici aperti,
proprio per cercare ulteriori contributi e collaborazioni.
La riunione si è quindi conclusa
aggiornandosi a data da comunica a cura del coordinatore per la fine del mese di maggio.
----------------------------------------------------------------------------------------------------------------
La prima fase del
processo di revisione delle norme ISAAR (CPF)
a cura del gruppo di lavoro della sezione ANAI Toscana si è
conclusa con la riunione del 10 aprile 2001 il cui verbale si trova ora
pubblicato nella pagina web della Direzione Generale per gli Archivi (MBAC),
Servizio V (verbale
riunione)
|